martedì 20 Ottobre 2020

La cultura ci rende liberi, uguali e sovrani
L

Per tanti è ricominciata la scuola e per tutti sarà un anno particolare, quello della pandemia globale, che per tanto tempo ci ha tenuto distanti dai nostri affetti più cari.

La scuola è la prima società esterna a quella naturale che è la famiglia; è il luogo dove si forma la nostra coscienza e il nostro io, il posto che ci insegna a vivere confrontandoci con noi stessi, con i primi amori e le prime delusioni. La scuola è luogo di quella cultura che Antonio Gramsci definiva organica, che non è altro il connubio fra sapere pratico e teorico, inteso come l’alta visione politica, necessaria all’individuo per immaginare mondi inesistenti dove prevalgono la libertà e l’uguaglianza, da realizzare attraverso il sovversivismo delle menti.

Il pensiero gramsciano fu alla base della stesura, da parte del Costituente Basso, del principio di uguaglianza sostanziale, dove la scuola assume un ruolo fondamentale per annullare il gap sociale fra gli individui, facendo in modo che il motore del paese e dello sviluppo umano sia la cultura.

Una dimostrazione della tesi bassaniana è arrivata dai premi Noble per l’economia del 2019: Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer che hanno dimostrato che rafforzando i sistemi scolastici e garantendo adeguati supporti allo studio, si può arrivare a diminuire il tasso di povertà di un Paese.

La cultura assume, in tal senso, una forma di emancipazione, perché consente all’individuo e alla società tutto, di raggiungere uno sviluppo umano e sociale libero da ogni qualsivoglia forma di coercizione; non è un caso che le quattro giornate di Napoli partirono dai luoghi della cultura come l’università Federico II e il Liceo Umberto I, guidati dai professori, perché la cultura e il sovversivismo viaggiano insieme, poiché è il sapere a renderci liberi e coscienti che possano esistere mondi diversi.

E’ questo il compito della scuola e del sistema educativo voluto dai costituenti, non un’organizzazione politicizzata, bensì un ordinamento libero ed accessibile a tutti, che ci insegni a ragionare, a vivere in comunità e a crescere umanamente insieme.

La nostra Costituzione ci consegna un sistema scolastico – negli anni martoriato – con un compito ben preciso: educare gli animi attraverso la disciplina del sapere non enciclopedico, agitare le menti affinché l’entusiasmo diventi una “rivoluzione coscenziosa” e organizzare la comunità. Insomma, concepisce la cultura come un bene sociale posto anche e soprattutto a tutela del sistema democratico, dove tutti cooperino coscienziosamente alla costruzione del Paese.

Negli anni però, la scuola ha subito mutamenti negativi, che hanno quasi alterato la sua funzione, fondando tutto sulla mnemonicità dei programmi e sull’ostruzionismo burocratico.

Per avere una società libera bisogna liberarla da ogni forma di “schiavismo culturale”, insegnando che ciò che conta nella vita non è il guadagno – tipica visione capitalista – ma la felicità, così come ci insegnava Lelio Basso nel suo articolo 3 comma 2, perché ci insegna che la cultura rende uguali e liberi!

Più letti

Attilio Fontana, il ‘front office’ della Lega in Lombardia

È così che Nino Caianiello, chiama Attilio Fontana: il front office, un politico che mette la faccia su decisioni di altri. Una...

Manovra espansiva da 39 miliardi: l’Italia torna protagonista

La manovra finanziaria per il 2021 vale 39 miliardi. È una manovra espansiva, che si aggiunge a quelle varate nei mesi scorsi,...

Dalla destre solo menzogne e fake news: difendiamo la legge contro l’omotransfobia e la misoginia

Sabato scorso, esattamente mentre le sessanta piazze #DALLAPARTEDEIDIRITTI in tutta Italia si riempivano per sostenere la legge contro l’omotransfobia e la misoginia...

L’Italia e il Covid, tutte le misure del nuovo dpcm

La stretta è arrivata, anche se meno forte di quanto si era ipotizzato alla vigilia. E come era forse inevitabile, il nuovo...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Attacchi hacker in politica, una guerra sotterranea fatta di bot e intelligenze artificiali

Il primo attacco hacker di stampo politico della storia si verificò in Estonia nel 2007. La mela della discordia fu il Soldato...

La conferenza stampa di Conte e quell’orologio che non segna le 21.30… ed è subito complotto

I contagi aumentano, così come le preoccupazioni. I numeri ogni giorno fanno più paura e l'incubo di un possibile secondo lockdown turba...

Impoliticamente? Moravia, trent’anni dopo

«Per conto mio, l´impegno ossia il cosiddetto engagement non è questione di necessità esterna, per cui, in determinate circostanze, lo scrittore deve cessare di...

“Il futuro dell’arte, della cultura, della società e della mia Toscana”. A colloquio con David Riondino

Le donne e gli uomini di cultura sono coloro che, forse più di altri, sono in grado di percepire lo stato di...

“Il deserto sociale dei nostri ragazzi si combatte con la cultura”. Parla il Pojana, Andrea Pennacchi

"Stasera porto Pojana alla Festa dell'unità". Così scriveva su Twitter, mentre viaggiava da Trento a Modena in questa sua "estate molto movimentata"...