martedì 20 Ottobre 2020

Tutti pazzi per Iacopo
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Quando ci siamo sentiti la prima volta, nel mese di agosto, Iacopo Melio era un personaggio che conoscevano ancora in pochi. Chi aveva seguito la sua esperienza con la onlus da lui fondata ‘Vorrei prendere il treno’ sapeva chi fosse e dove voleva arrivare, “ad innamorarsi”. Oggi invece, dopo solo un mese, è diventato una stella della politica nostrana. Con 11233 preferenze è il candidato più votato a Firenze. Un exploit che suona come una scommessa, vinta.

Tutti i principali quotidiani e trasmissioni televisive e addirittura articoli oltreoceano hanno parlato di lui: “Ciò che ho apprezzato molto – ci dice al telefono – è che i giornali non abbiano sottolineato eccessivamente la mia disabilità come tratto caratterizzante o discriminatorio”. Nessuno ha osato, perché Iacopo è molto di più della sua disabilità, è sempre stato lui stesso a dirlo.

Ciò che ha colpito della sua candidatura non è certo la sua carrozzina, ma piuttosto la sua giovane età (ha 28 anni) e la sua campagna elettorale fatta totalmente on line, perché ai tempi del Covid per Iacopo è necessario preservare la sua salute: “Penso che mi abbiano votato anche perché mi sono impegnato da subito per i diritti, e i diritti sono di tutti. Superano le correnti e le divisioni. Ho fatto una campagna che si può definire imparziale da questo punto di vista”. Nonostante la distanza fisica e la mancanza di esperienza diretta in politica, la sua voce è arrivata in tutta la Regione forte e chiara, merito anche dei tanti volontari che lo hanno aiutato a volantinare nelle strade della città perché “la politica”, ci ha tenuto a specificare, “è fatta sopratutto di collaborazione. Da solo si fa poco, insieme si va più lontano”.

Su questa strada, fatta di apertura e rinnovamento, ha avuto un ruolo determinante anche il Partito democratico di Nicola Zingaretti che gli ha dato fiducia e un’opportunità, che Iacopo non vuole certo sprecare. “Sono consapevole – ci dice – che la politica ha dei tempi e delle risorse limitate. Il fatto di dover dipendere da queste variabili, però, non ferma la mia voglia di fare. Ho tanto entusiasmo e lo vedo intorno a me, per questo sono fiducioso. Ma sono anche realista e concreto. Bisogna procedere per piccoli passi ma speditamente”.

Ma come ha vissuto questo piccolo miracolo, il campione di voti? “Poteva andare benissimo o malissimo. A me è andata bene, evidentemente ho seminato bene. Perché non credo che tutto sia dipeso dall’ultimo mese di campagna elettorale, probabilmente è merito anche della credibilità sul campo che ho acquisito negli anni. Ora il mio impegno è dare voce alle persone che ho incontrato e non deludere la loro fiducia”. E il futuro? “Il futuro si vedrà”.

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