lunedì 2 Agosto 2021

La vittoria della rivoluzione gentile. Intervista a Giovanna Bruno, sindaca di Andria
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Il centrosinistra torna a governare Andria, quarto comune della Puglia, dopo 9 anni di amministrazione di centrodestra ed un pre-dissesto in atto. Ad ottenere lo straordinario risultato è stata la neo sindaca Giovanna Bruno affiancata dalla sua squadra. Ci tiene a sottolinearlo lei, che è prima di tutto si definisce una mamma e che ha portato la stessa cura e garbo familiare nell’esperienza politica.

La sua è stata definita una rivoluzione gentile, di cosa stiamo parlando?

“Abbiamo impresso uno stile nella campagna elettorale che ha parlato alla pluralità, con toni diversi da quelli a cui la politica recentemente ci ha abituato. Abbiamo parlato di bellezza, di rivoluzione culturale e mentale, abbiamo usato le parole come se fossero fiori. Tanto che a chiusura della campagna ho voluto donare un fiore e una poesia alle persone della nostra comunità che, durante il malgoverno del centrodestra, sono state letteralmente svilite”.

Questa sterzata di positività, questo senso di comunità da dove viene?

“La famiglia è la mia prima squadra, loro sono i miei primi supporters. Ho due bambini di 7 e 4 anni e tutti noi ci siamo messi in gioco in questo percorso. La verità è che abbiamo condiviso e affrontato un dolore enorme. Ho perso mia madre il 28 aprile a causa del Covid e tutta la famiglia è stata contagiata, compreso mio figlio che aveva 3 anni, mio marito, mio padre e mio fratello. Mia madre si chiamava Angela ed era un’insegnante, ha contratto il covid durante un banale intervento fuori Regione. E’ stata ricoverata dopo il contagio nella stessa stanza di mio fratello che ha condiviso l’esperienza del ricovero e dopo essersi aggravata è stata spostata in rianimazione, tracheostomizzata e alla fine non ce l’ha fatta”.

Questo dolore e questo trauma però non l’hanno fermata?

“Avrei dovuto dire basta alla politica dovendo reimpostare la mia vita senza mia mamma che era un perno fondamentale. Mio padre mi ha però convinto. Se interrompi i tuoi progetti di vita, sancisci per ben due volte la morte di tua madre – mi ha detto. Il suo esserci sempre ma con discrezione e la sua capacità di parlare con re e mendicanti sono l’eredità che voglio trasmettere”.

Di cosa ha bisogno Andria?

“Noi abbiamo una condizione di pre-dissesto economico con un accertamento di debito strutturale di 74 milioni di euro a cui aggiungere altre voci. Forse staremmo intorno ai 100 milioni di debito. Ci sono delle procedure attive che avranno degli esiti che attendiamo. Noi dobbiamo lavorare su queste macerie economiche, ma anche valoriali, umane e sociali. Il nostro programma è per le persone e lo fa concentrando tutte le nostre attenzioni sugli ultimi e sui servizi fondamentali che sono stati ridotti e negati. La persona al centro grazie ad una rete istituzionale forte, in concerto con la Regione e il Governo centrale che devono darci un po’ di ossigeno. Non perché lo pretendiamo, ma semplicemente come forma di aiuto immediato. E poi il recupero delle periferie, laddove per periferie non si intendono solo i luoghi fisici, ma le periferie umane. Dopo la vittoria sono tornata al mercato a parlare con le persone, lo stupore negli occhi dei miei cittadini è già un ottimo inizio. Partiremo da questo, la nostra comunità è in cammino.

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