domenica 29 Novembre 2020

La conferenza stampa di Conte e quell’orologio che non segna le 21.30… ed è subito complotto
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I contagi aumentano, così come le preoccupazioni. I numeri ogni giorno fanno più paura e l’incubo di un possibile secondo lockdown turba la tranquillità degli italiani. Ma non di tutti. C’è chi della conferenza stampa del Premier Conte, in cui ha annunciato le nuove restrizioni per contenere il virus, è stato colpito da un particolare davvero irrilevante: l’orario segnato sull’orologio del Presidente del Consiglio.

Ebbene sì. I complottisti, o forse sarebbe meglio definirli, gli scooppisti della prima ora, questa mattina hanno lanciato una polemica senza precedenti, ovviamente, amplificata dai social media, in cui gridavano al complotto perchè l’orologio del Premier in conferenza stampa segnava le 17:55.

‘Notizia’ rilanciata dai giornali ed enfatizzata da personaggi con un certo seguito tipo Diego Fusaro che, attraverso un tweet, ha indicato questa anomalia.

Che cosa si voleva dimostrare? Ovviamente che la conferenza stampa in realtà fosse stata registrata e non fosse stata mandata in diretta. E le domande dei giornalisti? Anche quelle erano registrate? Si sono cominciati a chiedere in molti, gridando subito al complotto.

In realtà, come ha dimostrato anche il celebre sito che smaschera le bufale, se da un lato è vero che l’orologio di Conte al minuto 5 della conferenza indica obiettivamente un orario che non corrisponde alle 21:30, allo stesso tempo, 15 minuti dopo, le lancette si trovano esattamente nella medesima posizione di prima. 

La spiegazione più logica, dunque, è che l’orologio fosse semplicemente fermo. Probabilmente rotto o con la batteria scarica. Una spiegazione che evidentemente, non ha davvero niente di interessante. A meno che non si vogliano seguire altre interpretazioni, come quelle di Socialisti Gaudenti. Ma qui siamo già oltre la fantascienza…

COME MAI L'OROLOGIO DI CONTE SEGNA LE 17.55 DURANTE LA DIRETTA DELLE 21.30?Se siete stati attenti, avrete notato che…

Pubblicato da Socialisti Gaudenti su Lunedì 19 ottobre 2020

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