domenica 29 Novembre 2020

La lunga mano di Salvini in Lombardia congela anche il coprifuoco
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Se voleste avere un piccolo assaggio di quello che sarebbe successo se a gestire la pandemia fosse stato Matteo Salvini, basta guardare la Lombardia. In un articolo pubblicato su Immagina, Pietro Bussolati parla del governatore Attilio Fontana come del ‘front office della Lega’ ovvero “un politico che mette la faccia su decisioni di altri. Una sorta di fantoccio da usare alla bisogna”. Questa definizione è stata coniata da Nino Caianello, esponente di spicco del centro destra lombardo. Una fotografia senza appello che viene confermata ogni giorno di più.

L’ultimo atto è la questione coprifuoco in Lombardia: Attilio Fontana, nella notte, lo aveva annunciato, fra la sorpresa di tutti. Una scelta evidentemente non concordata visto che, dopo pochissimo, sono arrivate una pioggia di critiche dai suoi stessi compagni di partito. A partire dall’ex ministro dell’Agricoltura Centinaio che con un tweet ha commentato laconico: “Quando la politica è fatta da sfigati che vivono fuori dal mondo reale questi sono i risultati”.

E così è arrivata la lunga mano di Salvini a stoppare tutto

Nonostante le raccomandazioni contenute in uno studio riservato e presentato alla Regione Lombardia venerdì scorso, come ha rivelato Il Fatto Quotidiano, tutto rimane congelato in attesa che il leader della Lega decida il da farsi. Non bastano i numeri ad indicargli la strada né gli ospedali che sono già in affanno: soltanto ieri erano 132 i nuovi ospedalizzati.

Il Corriere della Sera racconta che, in videoconferenza, il leader del Carroccio ha alzato la voce con Fontana, chiedendo al governatore un cambio di passo.

“Voglio una sferzata di metà mandato — ha spronato Salvini —. Il governo respinge tutte le nostre richieste e a noi tocca portare la croce, imponendo misure impopolari che fanno infuriare i cittadini?”. Insomma, Salvini vuole che i sindaci, da cui è venuta la richiesta del coprifuoco, accettino di smussare l’ordinanza. Qualcosa potrebbe cambiare già oggi con i negozi superiori ai 250 metri quadrati esclusi dalla chiusura nei weekend.

Difficile che l’ordinanza possa essere cancellata, ma lo strappo rimane. E l’Italia rimane a guardare questo orribile teatrino.

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