venerdì 27 Novembre 2020

Coronavirus, ecco le regole contro la seconda ondata
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Per il momento nessun lockdown generalizzato, ma chiusure localizzate e coprifuoco notturno. È la linea su cui si stanno muovendo Governo e Regioni in questi giorni, dopo che, con l’autunno, è arrivata anche nel nostro Paese la seconda ondata dell’epidemia di coronavirus che ha portato a un’impennata dei contagi.

L’ultima in ordine di tempo è la Regione Lazio che sta predisponendo una circolare che prevede il blocco della circolazione, dalle 24 alle 5 da venerdì prossimo e disposizioni sulla didattica a distanza alle superiori e all’Università che scatteranno da lunedì prossimo.

In questi mesi – ha detto il presidente della Regione Lazio Zingaretti – il nostro lavoro è stato costante, non ci siamo mai fermati e grazie alla collaborazione di tutti nel Lazio solo ad ottobre sono stati effettuati 300mila tamponi, oltre 15mila in media al giorno e siamo la prima regione in Italia per numero di casi testati in proporzione alla popolazione”. “Continuiamo a monitorare costantemente la situazione e stiamo lavorando a implementare e incrementare l’azione di screening, per questo – conclude Zingaretti – stiamo avviando una manifestazione di interesse per individuare strutture private in grado di eseguire almeno 5mila tamponi al giorno”.

Si svolgerà solo con la didattica a distanza a partire da lunedì anche l’attività scolastica nelle scuole secondarie della Lombardia, come prevede l’ordinanza della Regione firmata dal presidente Attilio Fontana.

Il provvedimento – che entrerà in vigore da domani – in sintesi dispone limitazioni alle aperture delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali nei fine settimana, misure per prevenire l’affollamento all’interno degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli esercizi commerciali al dettaglio, il divieto di svolgimento delle fiere di comunità e delle sagre.

In Lombardia il coprifuoco è dalle 23 alle 5. Fino alla mezzanotte di giovedì sarà possibile spostarsi senza motivo da una provincia all’altra della Campania. Poi scatterà il blocco e occorrerà una valida motivazione per poterlo infrangere.

Alcune ore dopo, dalle 23 di venerdì saracinesche giù per ristoranti, bar e pub e dalla mezzanotte alle 5 del mattino stop alla mobilità.

“Se nelle prossime ore il numero dei contagi aumenterà ancora e quello dei ricoveri continuerà a salire con il trend attuale, saremo pronti a intervenire in maniera radicale per invertire questa tendenza e tutelare al meglio la salute di tutti i sardi”, annuncia anche il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas. Pure i sindaci stanno prendendo provvedimenti: Pisa è ai vertici regionali per il numero di contagi e per questo verrà limitato l’orario delle attività commerciali e chiuso il venerdì e sabato, da mezzanotte alle 5, l’ epicentro della movida cittadina. Anche Viareggio diventa diventa ‘zona rossa’ per la movida, dalle 21 alle 5 del mattino.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha già annunciato di volersi allineare alla Lombardia, nella chiusura dei centri commerciali nel fine settimana (eccetto farmacie e negozi di cibo e generi di prima necessità). I locali pubblici dovranno abbassare le saracinesche entro mezzanotte.

Anche qui scatta la didattica a distanza al 50% come in Liguria, sempre da lunedì, ma solo per le classi superiori dalla seconda alla quinta. L’altro 50% delle lezioni sarà in presenza.

Nel Veneto, altra regione che ha segnato un incremento notevole di contagi, il governatore Zaia ha invece escluso chiusure. La Puglia ha chiesto di adottare misure flessibili con didattica a distanza per le scuole.

L’Emilia Romagna si tiene pronta ad ulteriori misure restrittive. “Dobbiamo stare molto attenti, il virus sta crescendo, in tutta Europa, dove va peggio che da noi. Bisognerà vedere tra qualche giorno se la mascherina all’aperto e l’ultimo Dpcm porteranno risultati. E essere assolutamente pronti a prendere misure restrittive mirate, perché un nuovo lockdown generalizzato non se lo può permettere nessuno”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna e della Regioni, Stefano Bonaccini, a Tg2 Post.

Dal 23 ottobre, nelle scuole superiori della Basilicata almeno il 50 per cento degli studenti sarà interessato dalla didattica a distanza: lo stabilisce un’ordinanza pubblicata del presidente della Regione, Vito Bardi. La Dad resterà in vigore fino al 13 novembre. Nell’ordinanza, Bardi ha stabilito anche la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, ad esclusione di generi alimentari, edicole, tabacchi, farmacie e parafarmacie.

Una decisione nel weekend dovrà essere presa sulla chiusura delle palestre, cui si oppone Vincenzo Spadafora ma che ad altri ministri pare inevitabile. E’ sulla “sfera delle relazioni sociali e ricreative” che, spiega il premier Conte, si e’ puntato per le restrizioni di livello nazionale, con lo stop alle feste e i limiti ai ristoranti. Su questo piano, secondo piu’ di un ministro, si potrebbe fare di più, per evitare poi di dover chiudere scuole e uffici. Ma l’appello a limitare gli “spostamenti non necessari” potrebbe, secondo alcune fonti di maggioranza, smentite con nettezza dal governo, diventare nelle prossime settimane un vero e proprio divieto di spostamento tra le regioni.

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