venerdì 27 Novembre 2020

Una scommessa sui giovani e sul sud: così Daniele Manni ha vinto il Global Teacher Award
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Nel momento in cui la scuola italiana (ma non solo) si trova a soffrire a causa della pandemia che ha sconvolto le nostre vite, arriva una buona notizia. Una di quelle che ti riempiono di orgoglio: Daniele Manni, docente di informatica all’Istituto Tecnico Economico Galilei Costa di Lecce, ha vinto il Global Teacher Award, ambito premio internazionale. E’ il primo italiano in assoluto ad aggiudicarsi questo riconoscimento ma sappiamo anche che non sarà l’ultimo. Perché, anche se siamo tanto severi con noi stessi, abbiamo un patrimonio immateriale che ci sorprende sempre, anche nei momenti più difficile: gli insegnanti e la loro capacità di innovare.

Professore, lei dovrebbe insegnare Informatica ma si è inventato una nuova materia: Imprenditorialità. Perché?

Io l’ho introdotta più di 15 anni fa, me la sono proprio inventata. Per diversi anni sono stato un po’ un fuorilegge perché mi sarei dovuto attenere ai programmi ministeriali stabiliti. Ma avevo visto che l’Informatica era davvero ostica per i miei studenti, e per molti non era neanche appassionante. Così mi sono dovuto reinventare: ho quindi spostato l’attenzione sul web e ho dato gli strumenti, in poche settimane, per costruirsi da soli dei siti che potessero dare più soddisfazione ai ragazzi. E poi ho unito una mia grande passione: l’imprenditoria.

E cosa è venuto fuori?

In poche parole ‘costringo’ i miei studenti a inventarsi una star up (un servizio, una nuova app, un sito etc.). E così ragazzi di 14 anni imparano – in un anno scolastico – i trucchi affinché la loro idea diventi realtà, un’impresa reale su un mercato reale. Certo non tutti ci riescono o hanno l’attitudine per farlo, ma non importa, perché imparano comunque qualcosa.

Che cosa?

Un metodo per risolvere in maniera efficace i problemi, non solo quelli lavorativi ma anche della vita quotidiana. Molti studenti dopo essersi diplomati sono tornati per ringraziarmi per quel periodo. Perché insegnando a mettere in piedi una propria impresa insegniamo anche a lavorare in team, li educhiamo al problem solving, alla gestione del fallimento, a credere nelle proprie capacità. Tutte soft skill che gli serviranno in futuro per essere adulti consapevoli.

In fondo è propeio questo il compito della scuola e il fatto che lei riesca a farlo nel sud del nostro Paese ha un significato ancora più significativo

Non sono il solo. A Benevento c’è un altro professore che fa proprio quello che faccio io, il mio collega Carlo Mazzone, anche lui di informatica. Lo fa talmente bene che è tra i finalisti del Global Teacher Prize, un altro premio ambitissimo, che mette in palio un milione di dollari per il vincitore.

Siete già in due ed entrambi del sud, non può essere un caso…

Forse nel meridione c’è più fame di riscatto. Se ci fosse un collega al nord che facesse la stessa cosa forse avrebbe meno presa sugli studenti perché è già nell’aria lo spirito imprenditoriale. Qui da noi invece è ancora un territorio inesplorato per i ragazzi. Ma è qui che voglio insegnare e qui rimarrò per farlo.

A proposito di Lecce, il 30 ottobre la Regione Puglia chiuderà le scuole per contenere il contagio fra studenti: non mi dica che anche lei ha problemi con la Dad?

Io no! Anche perché già da prima, direi da sempre, le nostre ore scolastiche sono integrate anche di pomeriggio attraverso i social network. Non è possibile fare impresa solo con le due ore settimanali canoniche. Ma mi lasci dire che anche i miei colleghi se la sono cavata bene. Nel giro di pochi giorni hanno dovuto imparare una nuova tecnica, ora bisogna raffinare i contenuti. Hanno imparato ad usare la tecnologia però devono fare allenamento perché tenere una lezione on line è ben diverso da tenerla in presenza.

Il futuro è arrivato velocissimo sotto questo punto di vista…

Esatto, ma è così che si fanno davvero i cambiamenti. Se noi avessimo dovuto aspettare che il corpo docente facesse corsi di formazione con i metodi classici di aggiornamento, sarebbe stato difficilissimo. Invece così siamo stati costretti dagli eventi e molti hanno scoperto un mondo che non conoscevano. E la cosa bella è che gli è piaciuto!

 

 

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