mercoledì 14 Aprile 2021

Ricerca, adesso o mai più
R

L’intreccio tra la predisposizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e le rivendicazioni e la discussione più strettamente politiche ha senza dubbio limitato la possibilità di aprire confronti pubblici sui contenuti del programma e le possibilità di miglioramento anche per ciò che concerne la distribuzione delle risorse nei vari capitoli. E’ tuttavia e in ogni caso sorprendente notare come le iniziative che riguardano le ricerca siano passate pressoché inosservate. E’ sorprendente perché ingenti investimenti nella ricerca – per di più in una fase storica in cui sono emerse con evidenza la correlazione tra la forza della scienza e la tutela della qualità della vita, e la necessità di costruire la transizione a un modello di società più sostenibile – sono irrinunciabili per un piano di investimenti che guarda al medio e al lungo termine. Il “debito buono”, appunto, di cui si scrive e si dice in questi giorni.

Nei giorni scorsi autorevoli scienziati sono tornati a rivolgersi al presidente del Consiglio e al ministro dell’Università e della Ricerca, proponendo istanze e proposte sostanzialmente riprese anche da alcuni esponenti istituzionali, come la senatrice a vita Elena Cattaneo. Nei toni e nelle considerazioni si riconosce lo sforzo di avere condotto in porto negli ultimi anni iniziative positive e importanti per il comparto ma si chiede uno scatto di ambizioni e misure.

Il nostro Paese, infatti, parte da una posizione di grande svantaggio: investiamo in ricerca pubblica circa 150 euro l’anno per cittadino, contro 250 e 400 euro in Francia e Germania. Si rileva inoltre la scelta della Francia di aumentare gli investimenti. Il punto è la ricerca di base perché, scrivono gli scienziati, “riteniamo, e con noi autorevoli economisti, che essa sia la fonte primaria dell’innovazione nelle società tecnologiche avanzate e che gli investimenti nella ricerca di base, specialmente quelli in capitale umano, siano moltiplicatori potenti di crescita e sviluppo socio-economico, a rendimento differito nel tempo ma con effetti di lunga durata”.

Può essere utile riportare il terzetto di proposte avanzate nella lettera, dal valore complessivo di 15 miliardi in 5 anni, il 7 per cento dell’entità del Recovery Plan: istituzione di concorsi PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale banditi dal MUR) che presentano il pregio di un notevole potenziale di trasferimento tecnologico e quindi di ricadute economiche, per una spesa di 600 milioni all’anno per cinque anni; concorsi per 5000 ricercatori ogni anno nel quinquennio, per una spesa complessiva di 4 miliardi, per ridurre il divario con i riferimenti francese e tedesco; infine, si legge, “infrastrutture scientifiche per 8 miliardi di Euro potrebbero essere selezionate all’interno dell’attuale PNR 2021-2027 (Piano Nazionale della Ricerca) recentemente validato dal CIPE. Una strategia qualificante capace di attrarre ricercatori dall’estero e moltiplicare gli effetti positivi degli investimenti sui progetti e sul capitale umano”.

Le proposte hanno il merito di essere molto circostanziate e concrete, meritevoli, ritengo, di un’attenta riflessione. Un dibattito è auspicabile. La lunga fase emergenziale ci ha fatto toccare con mano la concretezza dei contributi che la scienza e la ricerca possono dare per la costruzione di una società migliore. Se prendiamo coscienza anche dell’evidenza delle ricadute per l’economia e lo sviluppo, viene da dire “adesso o mai più”.

Più letti

Calo delle nascite, ipoteca sul futuro. Con Elena Carnevali, Massimo Livi Bacci e Giorgia Serughetti

Il dodicesimo anno consecutivo di calo delle nascite, con accanto un dato che si è manifestato, in tutta la sua crudezza, per la prima...

Gagarin, sessant’anni dopo. Con Francesco Rea e Roberto Vittori

Sessant'anni fa per la prima volta l'uomo andava nello spazio. Era l'astronauta russo Yuri Gagarin.Ne parliamo a Contemporanea con l'astronauta Roberto Vittori e con il...

La ricostruzione dell’Aquila, un percorso da valorizzare assieme agli altri

Il 6 aprile scorso è stato celebrato il dodicesimo anniversario dal terremoto che ha devastato L’Aquila e molti borghi abruzzesi, causando oltre 300 vittime....

Si scrive vaccino, si legge geopolitica

Siamo ad un anno preciso dal primo lockdown in Italia per via dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Le nostre vite sono state stravolte in...

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Il weekend di Radio Immagina. Politica, Europa, ambiente e innovazione: tutti i podcast

Una programmazione speciale, in onda su tutti i nostri canali radiofonici il sabato dalle 17 e la domenica dalle 8,30. Questa settimana in replica...

Cultura, turismo e tradizione: é la via del vino – Intervista a Dario Stefàno

Un vademecum su tutto quello che c’è da sapere sulla storia del vino, le potenzialità dell'enoturismo e il significato identitario che appartiene alla "bevanda...

Il weekend di Radio Immagina. Politica, Europa, ambiente e innovazione: tutti i podcast

Una programmazione speciale, in onda su tutti i nostri canali radiofonici il sabato dalle 17 e la domenica dalle 8,30. Questa settimana in replica...

Il weekend di Radio Immagina. Politica, Europa, ambiente e innovazione: tutti i podcast

Una programmazione speciale, in onda su tutti i nostri canali radiofonici il sabato dalle 17 e la domenica dalle 8,30. Si comincia con L’Intervista, di...

‘Arte, memoria, melodie silenziose: piantare il futuro’. Intervista a Paolo Fresu

È uno dei nostri musicisti più talentuosi ed autorevoli, ma è anche un artista, e un uomo, di grande sensibilità civile. La scorsa settimana...