giovedì 29 Luglio 2021

L’Odissea delle multe e la dignità degli ultimi: una battaglia di Avvocato di strada
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Vi è mai capitato di assistere, in autobus, alla scena del controllore che eleva una multa a chi è sprovvisto di titolo di viaggio?

C’è chi cerca di scendere, chi balbetta scuse, chi rifiuta di dare i documenti, chi accetta il suo destino.

C’è anche chi è ormai rassegnato alla sua mortificazione giornaliera, perché vive in un dormitorio e va a pranzo in una mensa, non ha un centesimo per pagare il biglietto ed ogni giorno deve scegliere tra non mangiare o farsi umiliare, confessando, al controllare e davanti a tutti, di non avere soldi per il biglietto del bus.

Questo accade sempre più di frequente nelle grandi città e accade da tempo anche a Bologna.

Le persone senza dimora non dispongono di mezzi propri, siano essi automobili, motorini o anche solo biciclette.

La lunga esposizione alle difficoltà della vita in strada li rende maggiormente vulnerabili anche sotto l’aspetto fisico: difficoltà deambulatorie e di orientamento sono alcune delle loro caratteristiche più comuni.

Queste persone possono spostarsi, per raggiungere mense, centri diurni o dormitori, solo con i mezzi pubblici.

Non hanno soldi per pagare il biglietto e vengono puntualmente sanzionate.

Allo stigma dell’emarginazione sociale si aggiunge l’ulteriore svilimento per la propria condizione, la sensazione amara della perdita di dignità.

Alcuni però, alcuni anni fa, hanno deciso di battersi e, a Bologna, si sono rivolti ad Avvocato di strada. Hanno spiegato agli avvocati di non aver pagato il biglietto perché non ne avevano la possibilità, di essere stanchi di dover subire, oltre alla povertà, la pena accessoria della vergogna, hanno chiesto aiuto.

E qui è partito il girone infernale, nel quale per anni tutti hanno perso tempo e denaro senza risolvere il problema.

I volontari di Avvocato di strada, per ogni persona multata, scrivono ai servizi sociali e chiedono una relazione che certifichi la situazione di povertà in cui la persona si trova. Poi scrivono alla azienda di trasporti, Tper, allegando la relazione dei servizi sociali e chiedendo di annullare la multa. Tper risponde di non poterlo fare e prova anche a recuperare (ovviamente inutilmente) i soldi della multa.

Moltiplicate tutto questo per un migliaio di casi solo negli anni 2019-2020.

Tutti ci perdono.

Tper (tra tempo utilizzato dai controllori, tempo utilizzato dagli uffici per rispondere alle contestazioni e tempo sprecato per provare a recuperare gli importi delle multe); il Comune (tempo utilizzato dagli assistenti sociali a scrivere relazioni); le associazioni come Avvocato di strada che vengono oberate da queste pratiche; le persone senza dimora che, se riescono ad uscire dalla strada, si ritrovano sulle spalle migliaia di euro di debiti tra multe e sanzioni che difficilmente potranno mai pagare.

Un enorme e colpevole spreco.

In questi anni i volontari di Avvocato di strada interpellano le istituzioni, scrivono lettere, organizzano proteste.

Una volta chiedono un appuntamento a Tper e si presentano in due avvocati e 14 utenti, ognuno dei quali con un fascicolo pieno di multe; rimangono a Tper per 6 ore, fino a quando gli utenti non sono ricevuti uno per uno e la loro situazione esaminata multa per multa.

A novembre del 2019 viene mandata una lettera, con un dossier, al Presidente della Regione Emilia Romagna, al Sindaco di Bologna, al Vescovo, al Presidente della Caritas ed alla Presidente di Tper, con la richiesta di provare a risolvere insieme il problema istituendo un abbonamento annuale personale e gratuito per i senza dimora, finanziato attraverso i fondi del sociale.

Alla fine del 2020 viene presentata una richiesta formale, sia in Consiglio Regionale che nel Consiglio Comunale di Bologna, per affrontare e risolvere questo problema.

Oggi, finalmente, la Giunta regionale ha stabilito che, in Emilia Romagna, le persone senza dimora potranno usufruire di un abbonamento gratuito per il trasporto pubblico locale.

E potranno almeno andare in autobus senza vergognarsi, senza vivere la povertà come una colpa.

È una piccola grande vittoria di cui gioire, per tutti coloro che vogliono una società più giusta e si battono per costruirla.

Antonio Mumolo, Presidente di Avvocato di strada e Consigliere Regionale in Emilia Romagna

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