giovedì 21 Ottobre 2021

No alla doppia preferenza di genere, FVG imbarazzante esempio di arretratezza democratica
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Dopo il ripensamento della Regione Calabria, mancavano solo tre regioni all’introduzione della doppia preferenza di genere.

E la Regione Friuli Venezia Giulia, dopo la bocciatura della proposta presentata in Consiglio dal primo firmatario Francesco Russo del Partito democratico, resta una delle tre Regioni che appartengono al brodo primordiale. 

La destra regionale non ha voluto recepire nella propria legge elettorale uno strumento di eguaglianza sacrosanto, perché sancito dalla Costituzione.

Evidentemente al vicepresidente della Regione Riccardi e all’ assessore Roberti, stando alle dichiarazioni, non sembra che la doppia preferenza di genere, adottata dalle  Regioni italiane, sia un passo in avanti verso una democrazia paritaria. Si deduce che ad entrambi pare “normale “ l’attuale composizione del Parlamentino del FVG, con 6 sole donne sul totale di 49 componenti del Consiglio.

La dichiarazione a giustificazione del voto contrario da parte dei relatori del centrodestra è non solo inconsistente, ma indigna per la banalità. La norma  “non sarebbe prioritaria”, viene definita “strumentale” e finalizzata alla  “ricerca di visibilità”; meglio rimandare a una “nuova legge”.

La “Modifica all’articolo 25 della legge regionale 18 giugno 2007, n. 17 “Determinazione …..omissis…del sistema elettorale regionale, ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto di autonomia”, sarebbe stata semplicissima da realizzare.

Come giustamente osserva Francesco Russo, la legge “non impone nulla, ma offre all’elettore un’opportunità in più”, anziché votare con una sola preferenza dà la possibilità di esprimerne due a condizione ci sia l’alternanza uomo/donna. E pure una “sentenza della Corte Costituzionale esorta in tal senso. Fatto sta che oggi, con Piemonte e Valle D’Aosta, il FVG rappresenta un imbarazzante esempio di arretratezza democratica. In regione FVG lo squilibrio di genere che piace al centrodestra è il seguente: un Consiglio con su 49 eletti, di cui consiglieri regionali maschi 43 e le femmine 6.

Nel frattempo le regioni si muovono con altre conquiste, lasciandoci indietro, fuori dall’Europa e ai margini del Paese. Va ricordato che, mentre in Friuli naufragano i processi di democrazia paritaria, nella Regione Lazio, dove la parità di genere è alla base del voto regionale, è stata presentata la proposta di legge per la parità retributiva tra i sessi e il sostegno all’occupazione femminile. Fino a quando dovremo sopportare?

Cinzia Del Torre –  Portavoce donneDem regione FVG

Maria Luisa Paglia – Portavoce Conferenza donneDem

Serena Francovig –  Assessore, Responsabile prov. PD Pari Opportunità provincia Gorizia

Annamaria Poggioli –  Già presidente Comm. Regionale PO, Portavoce conferenza donneDem

Laura Fasiolo –  Coordinamento Nazionale Conferenza donneDem

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