lunedì 18 Gennaio 2021

Perché l’Italia non può fare a meno degli enti locali per ripartire
P

Questo sito si chiama Immagina. Una bella parola che può dar sfogo ai nostri pensieri, alle nostre idee, ai nostri sogni, alle nostre immaginazioni, appunto.
Sapremmo immaginare l’Italia senza gli enti locali?

Ho provato per un attimo a fare questo sforzo di immaginazione. Ho pensato ad un paese senza sindaci, senza presidenti di provincia. Ho pensato ad un paese senza aziende municipali, senza confini comunali e provinciali. Cosa succederebbe? Come sarebbe?

Probabilmente se ci lasciassimo andare ad un pensiero populista potremmo dire: meno poltrone, meno privilegi, meno spazi di potere. Ma è davvero così? Il presidente della provincia dopo la riforma Del Rio non ha più uno stipendio, il sindaco per l’impegno che questo ruolo assorbe ne ha uno davvero ridotto. Si devono occupare di urbanistica, di strade e trasporto locale, di raccolta rifiuti, di sicurezza, di salute, di scuole da quelle dell’infanzia a quelle dei ragazzi.

Ogni volta che c’è un problema andiamo a cercare il sindaco, a lamentarci con lui, semplicemente perché è il più vicino e perché sappiamo che lo troviamo rapidamente. Se non ci fosse chi ci metterebbe in contatto per segnalare un problema o un disservizio con la regione o il governo centrale?

In questa emergenza quale sia il ruolo degli enti locali lo abbiamo visto ancora di più. Sono quelli che si sono occupati di far rispettare i decreti nazionali, che hanno avuto perdite dalle tasse perché le persone non lavoravano più, che hanno dovuto pensare a come rimodulare l’offerta del trasporto locale e che stanno studiando in prospettiva come progettare la riapertura delle scuole quando arriverà a settembre, per garantire ai nostri bambini e ragazzi il diritto sacrosanto all’istruzione e anche la socialità, fondamentale per la loro crescita.

Stanno facendo queste cose cercando le strade migliori per tutelare la salute dei propri cittadini e anche il loro benessere, con impegno e abnegazione.

Per questo alla fine il sindaco è la figura più amata dai cittadini. Perché lo sentono vicino e impegnato per i problemi quotidiani.

Per questa ragione, come Partito Democratico, abbiamo lavorato in questi mesi per creare un dialogo più fruttuoso tra governo ed enti locali, per far nascere un tavolo di monitoraggio, per far arrivare risorse per i buoni pasto e per le mancate entrate o per le rimodulazioni delle tasse locali. Per questo continueremo a rafforzare il ruolo dei comuni e delle province e coltiveremo il confronto perché crediamo in una politica vicina ai territori e quindi ai cittadini. Perché pensiamo che quando l’emergenza sarà finita ci sarà bisogno di fare investimenti, di aprire cantieri e noi lavoreremo perché i comuni e le province possano farlo in modo più semplice.

Perché l’Italia per ripartire ha bisogno anche e soprattutto degli enti locali, delle loro energie e della loro conoscenza del territorio. Questa non è solo la nostra immaginazione. È il lavoro che faremo perché diventi realtà.

Caterina Bini è Responsabile Enti locali nelle Segreteria Pd

Più letti

La nuova versione del Recovery Plan, le richieste del PD e il riformismo immaginario

La prima bozza del Recovery Plan non ci piaceva. Lo abbiamo detto a Conte e ai ministri. Ritenevamo sbagliato urlarlo, additando al pubblico ludibrio...

Perchè quello di Renzi è un regalo all’antipolitica

Far dimettere due Ministre dopo aver portato a casa le richieste sui contenuti del recovery fund; dire che il Presidente Conte è una minaccia...

Zingaretti: “Crisi di governo incomprensibile, scelta di Italia Viva contro l’Italia”

Di seguito le dichiarazioni rilasciate al Tg1 dal segretario del Pd Nicola Zingaretti: "Quello di Italia Viva è un errore gravissimo contro l'Italia, perché noi...

Bologna aspetta Patrick Zaki, diventato cittadino onorario con un voto all’unanimità

Il Comune di Bologna ha conferito la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki “riconoscendo nella sua figura quei valori di libertà di studio, di...

Articoli correlati

1 COMMENTO

  1. Concordo con qualche distinguo. Il primo riguarda il ruolo delle Province che così come erano strutturate risultavano assai poco operative ed eccessivamente burocratizzate. Molto meglio agenzie regionali di settore. Sarebbe il caso di discuterne dati alla mano. Il secondo riguarda la posizione che il nostro partito (anche prima che fosse PD) ha tenuto circa le normative riguardanti l’esternalizzazione dell’affidamento di lavori e servizi, con gravi danni sia per la perdita di competenze, sia per i costi, sia per la qualità degli interventi, sia per la vicinanza alla propria comunità.
    cordialmente

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome

Magazine

Ecosistema della menzogna e crisi delle democrazie

Dovremmo essere sorpresi della sorpresa. L’assalto al Campidoglio non è il colpo di stato, è un esito di un vero colpo di stato iniziato...

Tra zolfo e inchiostro, a ciascuno il suo maestro

«Considero il potere, non già alcunché di diabolico, ma di ottuso e avversario della vera libertà dell’uomo. Sono tuttavia indotto a lottare perché, all’interno...

Una mascherina sospesa per aiutare i più poveri: l’iniziativa degli Avvocati di strada

È lo studio legale associato più grande di Italia. Con 55 sedi in diverse città del Paese e oltre 1.000 avvocati volontari, l’associazione nazionale Avvocato...

Il fenomeno No Vax figlio di un problema culturale

Il 2020 sarà ricordato come l’anno delle contraddizioni oltre che del Covid19; l’anno in cui si passava dal “chiudete tutto” all’”aprite tutto” in un...

Il fallimento del ‘modello svedese’, tormentone dei negazionisti

Per mesi i negazionisti ci hanno detto che il 'modello svedese' era la soluzione. E in effetti noi tutti lo guardavamo con un misto...