giovedì 3 Dicembre 2020

Un voto che fissa le fondamenta della nuova solidarietà europea
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È una giornata storica per le istituzioni europee, in particolare per quella più rappresentativa, l’unica con un mandato democratico ricevuto direttamente dai cittadini, il Parlamento Europeo.

Con una mozione sostenuta dalle principali forze politiche europee, il Parlamento ha chiesto alla Commissione e ai governi nazionali di approvare una misura straordinaria, oltre quelle che in queste settimane sono state già avviate, per ridurre l’impatto economico e sociale provocato dalla crisi sanitaria.

Abbiamo chiesto che il Recovery Fund sia imponente nelle sue dimensioni e che gravi il meno possibile sui bilanci dei singoli Stati, specie di quelli più colpiti dalla crisi. Abbiamo chiesto che la dotazione del fondo sia di 2000 miliardi di euro e che venga finanziato con emissione di titoli a lungo termine garantiti da un più ambizioso QFP, il Bilancio pluriennale dell’Ue. È più di quanto gli stessi governi nazionali più in difficoltà sul fronte della crisi abbiano chiesto.

Dopo le misure già prese, sospensione per il 2020 delle regole sul Patto di Stabilità e sugli aiuti di Stato, l’intervento della BCE sull’acquisto dei titoli da 1000 miliardi, il fondo Sure per la cassa integrazione europea, il MES per le spese sanitarie senza condizionalità e il sostegno alle imprese della BEI, misure che complessivamente ammontano ad ulteriori 540 miliardi, manca l’ultimo miglio.

L’Europa, la sua istituzione più rappresentativa, invita a percorrerlo quest’ultimo miglio, indicandone anche la strada. Ora spetta ai governi nazionali. È una posizione e un voto che rafforza la posizione dell’Italia e dei paesi più colpiti.

Varrebbe la pena soffermarsi lungamente sulla posizione della destra italiana e dei cosiddetti nazionalisti. Il centrodestra si è spaccato sul voto, con la sola Forza Italia a sostenere la posizione dei Popolari. I duri e puri del “prima gli italiani” hanno invece dato l’ennesima prova di anteporre la propria ideologia all’interesse del paese e dell’Europa. Varrebbe la pena soffermarsi.

Ma tale è la portata storica dell’approvazione di questa mozione, che fissa le fondamenta della nuova solidarietà europea, che onestamente non ne vale la pena. Il paese da solo saprà giudicare.


Pina Picierno, europarlamentare del Partito Democratico

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2 COMMENTI

  1. Iniziamo il più presto possibile a lavorare per una legge elettorale proporzionale…perché si deve andare al voto se..e con questa legge vincerebbero le dx ..

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