sabato 26 Settembre 2020

Quale poi, un breve corso sulla realtà del “dopo”
Q

Fatelo questo esercizio: tornate per un attimo alla metà di febbraio e riavvolgete il nastro. Il ritmo abituale a scandire giorni e settimane, lavoro, la spesa, figli, amici, un cinema o la pizza. Poi, di colpo, il vuoto e la sensazione che tutto possa ribaltarsi. In un lampo.

“Io resto a casa” e tutte e tutti a casa siamo rimasti.

Qualcuno più a lungo, auto recluso per il tempo necessario a scongiurare il contagio, altri purtroppo hanno vissuto la paura della malattia, i più uscendone seppure provati. Nel frattempo le notizie avvolgevano ogni sfera. I morti, le bare su camion dell’esercito, frasi di allarme o speranza di virologi e scienziati. E ancora, la sfida della ripartenza, le regole del distanziamento, il barista sotto casa a separare col metro un tavolino dall’altro.

Il pianeta intero segnato da un nemico invisibile, senza pietà verso i più fragili, gli anziani provati nel fisico ma non stanchi di vivere. Centinaia di migliaia le vittime. E il dovere di ripensare le categorie di ieri a cominciare dal mondo per come sarà. L’economia, la salute dei popoli, il lavoro nelle nuove forme, il diritto a studiare, muoversi liberamente e sempre in sicurezza, il valore da affidare a beni comuni globali dei quali troppo poco e troppo male ci si era premurati in passato.

Quando la Storia (con la maiuscola) compie una sterzata tanto improvvisa e radicale la colpa imperdonabile è restare ancorati a certezze travolte dagli eventi. Per tutto questo abbiamo chiesto a voci preziose di questo tempo di tracciare un sentiero comune, per comprendere non solo cosa è mutato, ma dove stiamo andando. Saranno dieci appuntamenti, se volete potete chiamarlo un breve corso sulla realtà del “dopo”.

Perché lo spirito che ci ha mosso è esattamente questo, immaginare, intuire, Quale poi saremo in grado di costruire. Se vi va, commentate ciascuna lezione, scriveteci pensieri, annotazioni, proposte. A tutti risponderanno i nostri “docenti” e sarà il modo per aprire una discussione e una riflessione più ampie. Speriamo sia un piccolo seme interrato. E destinato a germogliare.

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