venerdì 14 Agosto 2020

Caro Zaia, i “complimenti” sono da fare tutti al capo del tuo partito
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“Io non so a chi fare i complimenti, sta accadendo quello che vi avevo preannunciato: siamo passati dal rischio basso al rischio elevato. In Veneto abbiamo oggi un Rt di 1,63 mentre eravamo a 0,43. Se restiamo senza mascherina a fare gli assembramenti e pensiamo che i complottisti abbiano ragione, stiamo preparando la culla per il neonato. Perché quando tornerà il virus sarà forte e qui non ce ne sarà più per nessuno”.

Se una cosa si può dire di tutto quanto successo dall’inizio dell’epidemia da Covid-19 in Italia, è che vi sono state alcune regioni, tra quelle maggiormente colpite, che hanno reagito in maniera più efficace e ragionata rispetto ad altre. In questo senso, fa impressione guardare i dati di Veneto ed Emilia-Romagna, per esempio, se rapportati a quelli della Lombardia. Per l’operato di Zaia e Bonaccini vi è stata un sincero apprezzamento bipartisan, lontano anni luce dalla disastrosa gestione sanitaria, politica e comunicativa di Fontana e la sua giunta.

È per questo che fa una certa impressione sentire pronunciare queste parole proprio da Luca Zaia. Il presidente della Regione Veneto, in una conferenza stampa in cui ha annunciato un nuovo inasprimento delle regole, si chiede “a chi debba fare i complimenti”. Beh, molto umilmente, ci sentiamo di potergli dare alcuni consigli. Rivolga il suo sguardo verso il capo del suo partito, per esempio.

Faccia una telefonata – con relativo “cazziatone” – a quel Matteo Salvini che il 2 giugno scorso, insieme a Giorgia Meloni e Antonio Tajani, riempiva via del Corso a Roma con un lungo tricolore provocando un inutile, quanto inevitabile assembramento. Chieda come mai Salvini abbiamo così ostentatamente dichiarato che lui “non ci pensa neanche” a scaricare l’app Immuni, che invece, se utilizzata con intelligenza, potrebbe essere fondamentale per gestire il tracciamento del coronavirus.

E a proposito di mascherine ed assembramenti, come mai Zaia non ha detto una parola contro i grandi raduni a base di selfie che l’ex ministro dell’Interno sta mettendo in scena in ogni parte d’Italia (spesso collezionando figuracce) completamente incurante delle più minime norme di sicurezza e di distanziamento sociale?

Non si chieda, dunque, presidente Zaia, a chi fare i complimenti. Perché quando un uomo politico così esposto e così seguito si comporta in maniera così irresponsabile, c’è poco da indagare. Peccato che qui non si sta parlando, come lei ben sa, di giochetti online, di Nutella o di ciliegie. Qui si parla della salute delle persone e con la salute della persone non si scherza. Lei che può, lo faccia presente al suo capo.

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2 COMMENTI

  1. Grazie per questo articolo. E’ importante riflettere su queste cose: se la Lombardia da sola ha avuto più di metà dei contagi e delle morti, qualche motivo ci sarà stato, e abbiamo tutti bisogno di capire, per evitare che queste cose si ripetano in futuro. Io come semplice cittadino sento il bisogno di essere informato correttamente. Abbiamo letto e sentito decisamente troppe fake news su questo argomento (quasi sempre con intenti politici malevoli contro la sinistra e contro l’Unione Europea). A me sembra evidente che i Paesi che hanno gestito meglio la pandemia sono quelli in cui esiste e funziona una Sanità pubblica. La lezione della pandemia deve essere anche questa: la Sanità pubblica è un bene comune e va difeso e rafforzato. (Tra parentesi un piccolo appunto: non si dovrebbe scrivere “le più minime”, basta “le minime”). Comunque grazie.

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