martedì 29 Settembre 2020

Da Rigopiano a Palermo. Salvini e il richiamo delle tragedie
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Succede che in un pomeriggio a Palermo si abbatta lo stesso quantitativo d’acqua che si registra in un anno.

Succede che ci siano auto che galleggiano su strade trasformate in fiumi, automobilisti che scendono di corsa dalle vetture portando in braccio i bambini più piccoli e abbandonando le auto che l’acqua porta via.

Succede che nessuno, nemmeno i metereologi che curano le previsioni nazionali, abbia previsto, tanto che nessuna allerta di Protezione Civile è stata emanata.

Succede che due bambini, il più piccolo di 9 mesi, siano stati ricoverati in ospedale per ipotermia.

Succede che si stiano ancora cercando dei corpi. Un camionista ha raccontato di aver visto una coppia sparire nel fiume di acqua e di fango nel sottopasso di viale Regione a piazza Einstein.

Succede. E’ successo. E mentre tutti noi osserviamo con ansia, succede anche che c’è chi ne approfitta. Con un tweet, un selfie o una diretta facebook non importa. Matteo Salvini ha tempismo. Lui c’è e interviene.

Il capo della Lega dichiara così che “A furia di pensare solo agli immigrati, il sindaco Orlando dimentica i cittadini di Palermo: basta un temporale e la città finisce sott’acqua”.

Ora le risposte immediate e piene di sdegno non sono tardate ad arrivare. Da Roy Paci, trombettista e compositore siciliano al seguitissimo Chef Rubio, dall’attore e regista palermitano Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif fino allo stesso sindaco.

Rimane poco da aggiungere alle accuse di sciacalaggio arrivate da più parti. Se non che per Salvini tutto questo non è una novità. Sfruttare i drammi è un modus operandi. Per lui quasi un’arte. Forse non ricorderete che mentre si scavava per tirare fuori i corpi dall’hotel di Rigopiano, Salvini era li. Sempre a favore di telecamera scattandosi un bel selfie con  la giacca a vento e la neve sullo sfondo.

Ma non è finita. Vogliamo ricordare per esempio quando Desirée Mariottini fu barbaramente uccisa. Cosa fece Salvini? Il copione è sempre quello. Si è presentato a San Lorenzo e ha portato con sé una rosa da deporre nel luogo in cui la ragazza è morta. Naturalmente telecamere al seguito, scorta e volto contrito.

Per Salvini la catastrofe è un richiamo troppo forte. Salvini ha un suo talento, coinvolgere i migranti anche in quei discorsi in cui non c’entrano nulla. Tragedia dopo tragedia. Senza sosta. Tweet su tweet. Post su post. I palermitani non meritano questo. Noi non meritiamo questo.

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