giovedì 24 Settembre 2020

Baci alla Madonna e multe ai poveri di Sassuolo: il cattivismo leghista e la religione pret-à-porter

Era l’11 Marzo, in piena crisi emergenziale da coronavirus, quando l’Amministrazione leghista di Sassuolo (che ha vinto le elezioni, di poco, nel 2019) ha affidato – con tanto di breve cerimonia – le sorti della cittadina “alla protezione della Vergine Maria”.

L’evento è stato pubblicizzato poi sulla pagina Facebook del Comune, con una doto del Sindaco Menani e dei parroci che l’hanno accompagnato.
Insomma, niente di nuovo, direte voi. Siamo abituati alle sceneggiate leghiste che offendono laicità e anche gli stessi credenti, usando la religione non solo come feticcio istituzionale ma come una clava da scagliare addosso a non credenti e altre confessioni.

Ma a Sassuolo non si sono limitati a questo.

Qualche giorno fa l’Amministrazione ha inserito nel nuovo regolamento della Polizia Municipale anche una sanzione di 56 euro per chi fa l’elemosina a chi ne ha bisogno, oltre che a chi la riceve.

Sì, avete capito bene.

Se vi capitasse di passare per Sassuolo e di vedervi chiedere qualche moneta da un mendicante, rischiereste di essere multati, e con voi lui.

Cosa già successa, come fa denuncia la Caritas di Reggio Emillia, ad una anziana proprio di Sassuolo che si è vista comminare la multa dopo aver dato qualche moneta ad un questuante.

La Lega si è difesa, come al solito, ipocritamente: “Sono strumentalizzazioni della sinistra. Lo facciamo solo per difendere le persone da molestie e le vittime di racket malavitoso”.

Come se per punire chi costringe a fare l’elemosina – ammesso ci sia a Sassuolo – si debba punire chi passa ore per strada al freddo o sotto il Sole cocente o chi dà loro due euro per un cornetto al bar.

La verità è un’altra: la Lega, come da tradizione della peggior destra europea, punisce i poveri e non la povertà. Combatte chi ha bisogno, non la necessità. Perché, come da loro tradizione, la povertà è una colpa da punire, emarginare, umiliare. E se è possibile, bisogna mettere contro gli ultimi contro gli ultimissimi affinché quello scontro produca qualche voto in più facendo dimenticare come il sistema di governo leghista sia spesso marcio, o quantomeno inaffidabile, pericoloso, dannoso.

E qui si inserisce l’ingrediente che rende tutta la faccenda amara, anzi, velenosa: la Lega non fa passare giorno in cui non ricordi quanto contino per lei i “valori cristiani”, il crocifisso, il presepe, e, in ultimo in ordine temporale, le chiese da riaprire per permettere di tornare a pregare.

Ma non sono proprio quei valori cristiani e quel Cristo a vedere nella salvezza dei poveri, nei bisognosi, la missione di ogni buon cristiano, e quindi anche la propria di salvezza? (“chiunque fra voi non rinuncia a tutti i suoi beni non può essere mio discepolo” dal Vangelo secondo Luca, tanto per citare uno dei tanti riferimenti ai poveri nella dottrina cristiana).

La risposta è sì: basta vedere le opere delle varie associazioni cattoliche, a partire dalle azioni messe in campo dallo stesso Bergoglio (in ultimo i fondi destinati ad una comunità di persone transgender sudamericane, sul litorale romano) per far fronte non solo a questa emergenza drammatica, ma a quelle che già attanagliavano le nostre città nei mesi scorsi: dai senzatetto, ai migranti, ai nuovi poveri, alle famiglie numerose senza stipendio, ecc.

Va da sé che quello leghista non è né cattolicesimo né cristianesimo: è solo vomitevole ipocrisia. Un modo, anche piuttosto goffo, di far leva sugli istinti più bassi, sulle presunte “radici cristiane” degli italiani (tesi strampalata per svariate ragioni storiche, culturali, sociali) non per una discutibile seppur legittima operazione culturale e politica, ma solo per potere e propaganda. Quella più vile: quella fatta sulla pelle degli ultimi.

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