martedì 14 Luglio 2020

Non una ripartenza, ma una nuova partenza

Si è parlato molto di ripartenza, contrapposta a nuova partenza, per immaginare la ripresa economica e sociale di un mondo nuovo dove a lungo dovremo convivere con il virus. Non è una differenza formale, ma sostanziale.

Per ripartenza, si può intendere che da un certo punto in poi, magari quando sarà disponibile un vaccino, si potrà riprendere il modo di vivere sociale, il modo di organizzare il sistema economico che è stato interrotto dalla crisi pandemica e dai conseguenti lockdown.

Il limite di questa impostazione è che si basa sull’assunto implicito che si possa ritornare ad un “prima”, con qualche condizionamento in più. Ma questa visione nasconde un problema. Tornare al “prima” vuol dire tornare proprio a quella situazione che ha provocato l’attuale crisi pandemica.

Per capirci facciamo un esempio riguardante una singola persona. Immaginiamo una persona che nel corso della sua vita diventa un alcolista, rovinando la sua vita. Se un amico volesse aiutarlo non dovrebbe chiedergli di “ripartire”, cioè di ritornare alla situazione precedente al suo scivolare nell’alcolismo. Perché la situazione precedente, il “com’era prima” di diventare alcolizzato, è proprio quell’insieme di cause ed effetti interrelati che lo hanno portato a diventare alcolista. Un vero amico potrebbe aiutarlo invitandolo ad una nuova partenza, cioè a partire in un modo nuovo, a essere addirittura una nuova persona, adottando nuovi comportamenti che tengano conto del fatto che lui è stato alcolista e che dovrà vivere in un modo nuovo, muovendosi in un mondo nuovo, in cui non potrà più avvicinarsi agli alcolici.

Applichiamo questa riflessione al vivere sociale. Un sistema di vivere associato, una struttura economico-sociale ha prodotto come effetto un mondo in cui è esplosa la pandemia mondiale che stiamo affrontando. Sarebbe veramente limitato pensare di poter un domani “ripartire” tornando alla situazione di prima. Proprio perché la situazione di prima è quella che conteneva quell’insieme di cause ed effetti interrelati che hanno portato ad un mondo devastato dalla pandemia.

Lo sforzo di chi è amico della terra e dell’uomo, se vuole essere efficace e giusto, non può che essere quello di immaginare una nuova partenza. Dovremo cioè immaginare un modo di partire nuovo, ripensando il modo di organizzare il vivere associato e il modo di organizzare la produzione, la distribuzione e il consumo delle merci. Ma anche il modo di concepire il tema del valore, riportando al centro del sistema di vivere associato il valore umano. Quindi il modo di distribuire il reddito andrà adeguato ad un mondo nuovo, che richiederà un modo diverso di pensare il sistema economico per produrre i beni e i servizi necessari al vivere civile di una moderna società economica.

Sarà necessaria soprattutto un diverso modo di trovare equilibrio tra le società umane che vivono in ambienti artificiali e il sistema naturale della terra che ci ospita. Proprio al confine tra mondo naturale e mondo artificiale sembra infatti che sia nato lo squilibrio all’origine del salto di specie che ha reso così pericoloso il covid19.

In sintesi, se vogliamo far tesoro della tragica esperienza che questa pandemia sta infliggendo al mondo, le nostre società non hanno bisogno semplicemente di ripartire, ma di una nuova partenza che ci permetta di immaginare e costruire un mondo nuovo. Un mondo più giusto, più solidale, più sostenibile.

Luca Pouchain è portavoce della lista civica “Sinistra Nuova per Bollate”, a Bollate (Milano)

>>> Contenuto inviato tramite il form “Dì la tua” – Partecipa

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome