venerdì 25 Settembre 2020

Un esperimento di urbanistica sociale per migliorare le nostre città

Lo Stato dovrebbe avere un ruolo preminente nel lanciare grandi progetti che abbiano grandi impatti sociali e industriali. In particolare dovrebbe lanciare studi di fattibilità, realizzare progetti pilota e effettuare sperimentazioni sul campo. Se la sperimentazione fornisce esiti positivi, dovrebbe effettuare gli opportuni trasferimenti tecnologici in modo da interessare l’industria privata e pubblica alla realizzazione del progetto a livello nazionale.

Quanto descritto desidero ora applicarlo all’urbanistica. La città del futuro, nella mia visione, dovrebbe essere decentrata in unità di socializzazione, che in prima battuta potrebbero essere i quartieri. Queste unità, analogamente ai villaggi, dovrebbero essere autosufficienti, in modo da rendere la mobilità sostenibile e consentire ai cittadini di avere tutto ciò che occorre a portata di cammino. L’architetto Stefano Boeri, in una studio per la città di Milano, parla di un raggio che a piedi richiede 15 minuti di passeggiata.

L’unità dovrebbe prevedere la cura della salute e per questo rimando alla realizzazione di un poliambulatorio, come ho descritto in un precedente contributo. Dovrebbe essere poi realizzato un centro di socializzazione, nel quale oltre a spazi per la ristorazione sostenibile, spazi per il gioco e il tempo libero, sia anche previsto uno spazio per l’intrattenimento; penso ad una sala con maxi schermo, sul quale tramite collegamenti in fibra ottica siano trasmessi eventi mediali quali eventi musicali presenti in altre parti della città, prime di eventi importanti quali ad esempio la prima della scala e spettacoli folkloristici delle varie regioni, si pensi al teatro del pupi siciliani. L’intrattenimento è essenziale se si pensa che nelle periferie sono praticamente scomparse le sale cinematografiche.

Le unità di socializzazione dovrebbero anche avere dei giardini pubblici con annessi parchi gioco dei bambini; inoltre dovrebbero anche avere dei centri polisportivi per la cura del corpo a tutte le età. Per concludere questi esempi di cosa dovrebbe essere inclusa nella unità di socializzazione esse dovrebbe prevedere un mini market per la spesa quotidiana, in modo da evitare che ci si debba rivolgere a tutti i costi ai grandi centri commerciali.

La mia proposta per lo studio di fattibilità e per il progetto pilota è quella di selezionare un paio di quartieri in grandi città del nord, del centro e del sud. La sperimentazione dovrebbe consentire di misurare il grado di accettazione da parte dei cittadini e dovrebbe coinvolgere i mass media per sensibilizzare l’opinione pubblica. Se la sperimentazione dà esiti positivi, dopo gli opportuni correttivi, si dovrebbe lanciare l’investimento a livello nazionale coinvolgendo i soggetti pubblici e privati.


>>> Contenuto inviato tramite il form “Dì la tua” – Partecipa

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore, inserisci il tuo nome